FUORI CASA, A CASA
FUORI CASA, A CASA accade due volte all’anno:
a inizio e a fine stagione teatrale.
Due sessioni in residenza che inseguono
la stessa traccia della Bottega d’Azione,
atelier mensile di allenamento del Corpo–Voce,
aperto a chiunque si interessi, nella pratica,
sul veleno e l’antidoto del training dell’attore.
FUORI CASA, A CASA, è un momento intensivo fuori dai quotidiani percorsi,
dalla dinamica urbana, in un posto accogliente e un po’ appartato,
immerso nella natura. In un’altra casa. Un’altra casa di sé,
un’altra casa delle pratiche e degli incontri.
PROSSIMO APPUNTAMENTO
APPUNTAMENTI PASSATI
Scrisse Marco de Marinis alla sua prima sessione di Fuori casa, a casa.
“C’è un inconveniente nel mio privilegiato lavoro di studioso di teatro militante. Da anni vengo invitato a tenere conferenze o simili in piccoli teatri, scuole, laboratori sparsi per la Penisola. A volte li conosco, perché vi torno con una certa regolarità, altre volte no. Ma in ogni caso non riesco quasi mai ad avere un vero incontro con gli individui ai quali parlo. Arrivo, faccio l’intervento, alla fine si discute un po’, non sempre, e poi ci separiamo. Certo, so che si tratta di persone, perlopiù giovani, che aspirano a fare gli attori o comunque ad operare creativamente nel mondo del teatro. Ma niente di più. Salvo rare eccezioni, essi restano per me una massa indistinta, grande o piccola che sia.
Per questo è stata preziosa l’esperienza di professore-testimone della tre giorni organizzata da Raul Iaiza con Regula Teatro, Fuori casa, a casa. Perché, una volta tanto, ho avuto modo di conoscere le persone, una ventina, alle quali ho parlato e delle quali ho seguito il lavoro di training fisico e vocale e di improvvisazione. E così la massa indistinta è diventata un (ristretto) gruppo di persone, di individui diversissimi l’uno dall’altro. E non solo dal punto di vista umano, il che sarebbe una ovvietà. Diversissimi ciascuno dal punto di vista del loro rapporto con il lavoro teatrale, delle competenze, del livello di preparazione, degli interessi. Non un mondo ma venti piccoli grandi mondi, ognuno con la sua bellezza, le sue difficoltà, le sue ferite, le sue incertezze, le sue aspirazioni…”