A DORSO D’ASINO | Sulle vie volgari dell’Umanesimo

Tra il Duecento e il Trecento, in Italia, un virtuoso intreccio diede vita all’Umanesimo.
È un intreccio culturale, spirituale e artistico. Ed è stato un altrettanto complesso
intreccio di fallimenti, ferite e atrocità, è chiaro. La nostra attenzione però vuole
ritrovare i lumi che questa visione apportò al modo di stare al mondo, al modo di
interrogarsi sulla condizione umana: all’Umanesimo.

In questo intreccio quindi germogliano gli Studium, le prime Università, luoghi in cui
la conservazione, la trasmissione e la trasformazione del sapere danno statuto sociale a
una figura laica inedita: l’intellettuale liberale. Nello stesso crocevia nasce anche la
liturgia in Volgare, ossia la para-liturgia, popolare, fruibile: la Lauda, essa stessa a sua
volta crocevia di musica, preghiera, poesia e rappresentazione. E al tempo stesso… il
Dolce Stil Novo -vortice che abbraccia tante ‘Italie’, riformula la poesia trobadorica
delle corti provenzali, rileggendo in chiave storica la metrica del “parlar materno”.

L’Umanesimo non è nato per statuto né l’ha prodotto il Rinascimento, non fu dono da
mecenati o nuove cittadinanze. D’accordo, ma quante furono le vie portanti di tutto
questo nel Basso Medioevo? È assai difficile decretare non solo quante furono le fonti,
ma pure quale abbia influenzato o portato all’altra, quali i cammini, quali i sentieri.

Tuttavia qualcosa ci riguarda, ancora oggi, qualcosa che non è il puro interesse
filologico o storico. Appunto, e oggi? Siamo in un altro Basso Medioevo? Oggi, vi è un
pensiero Umanistico? È tuttora uno strumento vivo, utile, presente? Si è trasformato?
Insomma, l’Umanesimo in quanto visione culturale, artistica e spirituale, ci riguarda?
Probabilmente tutto questo suona dotto. O pretenzioso. Un guazzabuglio da somari!

Comunque, in nostra difesa possiamo dire che davanti ad una tale ricchezza di
traccianti e moti profondi, ci siamo avvalsi di una guida, un Virgilio su misura: ecco,
un asino… E così abbiamo cambiato il passo e umilmente raccolto alcune tracce di
questo intreccio meraviglioso dell’autunno del Medioevo. Decisa primavera, ben si
potrebbe dire, eccome. Poesia e cultura orale alle soglie della cultura della scrittura.
Le domande tornano, inquietano, si ripropongono. Siamo davanti ad un’opportunità?
Perché un asino potrebbe guidarci a rivedere, a riascoltare l’Umanesimo?

Novellatore
Simone Faloppa
Artieri
Silvia Minchillo, Ruggero Bonacina, Simone Lampis, Raúl Iaiza
Drammaturgie
Simone Faloppa, Raúl Iaiza
Regia
Raúl Iaiza

Foto di Francesco Galli

Immagine tratta da Roman de Fauvel, 1314

<

Iscriviti alla nostra newletter

You have Successfully Subscribed!