FONDO IAIZA I

 

FONDO IAIZA I
Una biblioteca nomade ospitante

Origini

Il Fondo Iaiza I è una piccola biblioteca legata all’auto formazione. A suo tempo cresceva
nel mio ufficio al Teatro La Madrugada, radunando i libri dei miei primi passi nei mestieri
del teatro e i n seguendo un percorso attorno al rapporto libro pratica, riflessione azione,
memoria orizzonti.
L’idea di un Fondo Iaiza è maturata negli ultimi anni, come parte del lascito a Teresa Rocío
Iaiza, mia figlia. Intanto, ora, con questo Fondo Iaiza I incentra t o sulla “teatrologia”, si
delinea il progetto di una biblioteca nomade ospitante.

Primi passi

La spinta iniziale nasce grazie al partenariato di Regula Teatro con ELF Teatro, nell’ambito
del progetto Babelf* sostenuto da un Bando Cariplo. Tutto il conc e tto venne sviluppato
grazie a Simone Faloppa, la grafica insieme a Silvia Minchillo. In seguito si aggiunse
Cecilia Uberti Foppa per gli sviluppi della catalogazione. Infine, Simone Lampis curò
l’ideazione e la costruzione dell’intero dispositivo per la transumanza: i bauletti
trasportabili.

L’inaugurazione fu il16 marzo 2023, con l’intervento di Elisabetta Fraccacreta (Direttrice
di ELF Teatro, capofila di Babelf*) e un dialogo a tre, tra Oliviero Ponte di Pino Ateatro,
Simone Faloppa e me. Vi seguirono diversi incontri con ospiti in dialogo aperto e anche
delle aperture di consulenza. Questa prima tappa del Fondo Iaiza I si concluderà con una
Lezione Spettacolo, il 15 settembre prossimo. Col mese di settembre 2023 quindi si
conclude la prima transumanza nomade ospitante.

L’albero

Il Fondo Iaiza I è composto da circa 450 volumi, disposti in 16 ‘bauletti’, tutti componibili
a incastro in diverse combinazioni, per poter adattarsi ai diversi spazi nel nomadismo.
L ‘albero tematico, ovvero il catalogo vero e proprio, l’ho curato insieme a Simone Faloppa
e con la collaborazione di Cecilia Uberti Foppa per lo sviluppo digitale.
Naturalmente il Fondo continua a crescere, lentamente, come gli alberi. Vi sono volumi
sull’arte dell’attore, sulla regia, sui teatri asiatici, sulla storia del teatro, manuali, biografie,
storie sulle vie maestre del teatro novecentesco e tanti altri rami di quel che potremmo
chiamare la “teatrologia di un’auto formazione”. Questa “teatrologia” però, per forza, è
fitta di pensiero trasversale: dall’iconografia alla filologia romanza, dalla letteratura legata
al teatro al cinema stesso, dalla biomeccanica sportiva agli epistolari. E in diverse lingue:
oltre all’italiano e lo spagnolo, le mie due lingue di lavoro, vi è il polacco, il danese, il
rumeno, il francese, l’inglese… e perfino il giapponese (senza traduzioni in didascalia!).
Un albero tematico un po’ personale, certamente autobiografico, perché i libri nel teatro
arrivano e portano a persone, incontri, sempre.
Un albero aperto, come sono gli alberi. Con orizzonti, radici e altri intrecci.

Foto di Alessandro Villa

Oltre

I bauletti componibili creano una piccola scenografia, una stanzetta accogliente per
incontri e conferenze. Cioè uno spazio di memoria materica. Forse questa itineranza potrà
avere diverse durate, all’interno di una stagione teatrale, nei foyer o sale di lavoro dei teatri
e dei circoli culturali. Biblioteche? Scuole? Sogni non mancano, Il Fondo Iaiza I vuole
quindi veicolare quel che la cultura del la ricerca teatrale a partire dal primo Novecento ha
sviluppato incessantemente: l’arte dell’incontro.

Raúl Iaiza, Cassina de’ Pecchi, 7 luglio 2023

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